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domenica, 31 agosto 2008,12:46
Guarda laggiù, in fondo alla via,
guarda laggiù tra mucchi di gente che insegue i propri pensieri,

lo vedi laggiù quell'uomo seduto
su un vecchio cartone raccolto chissa dove.
Dicono che sia un pazzo
alcuni dicono che sia un mistico
c'è chi dice che sia un posseduto.

Seduto accucciato sembra parlare da solo
tra gente che ignora,
alcuni fanno no con la testa
altri fanno finta di niente,
ragazzini gli fanno il verso.

Sembra vestito con uno di quei grossi sacchi
che si usano per trasportare patate,
con se porta sempre un carrello
di quelli che si usano per la spesa
è zeppo di foto e bandiere.

Vive la sua vita in giro per la città
ma un tempo non era cosi
si dice che fosse un famoso avvocato
con moglie bella e casa da favola
cosa gli sarà successo?

Passa il suo tempo
biascicando strane parole
che nessuno ha il tempo di ascoltare
pochissimi hanno il coraggio di avvicinarlo
si dice che il suo sguardo faccia paura ai bambini.

Ripete come una cantilena
"pentitevi perche il regno dei cieli
è giunto tra voi"
e "preparate la via al Signore"
"ogni albero marcio sarà tagliato"

Povero pazzo dicono alcuni
persino la polizia non gli presta orecchio
è un caso clinico.
" Un profeta non sarà mai onorato
nella propria casa".

Ma lui continua a parlare di salvezza
di patriarchi e rimpatrio
di vita eterna e di risurrezione
di anima e di giudizio
di Cristo e della Sua venuta.

Sono costretto a passare davanti a lui
quasi non vorrei farlo
ma mi ostruisce il passo.
Mi guarda con quegli occhi verdi
lui non guarda mai nessuno.

Mi dice "credi che io sia pazzo vero?
Quello che l'uomo considera stoltezza
agli occhi di Dio è saggezza...
è saggezza"

Continuo per la mia strada
faccio finta di non dargli peso
ma quelle parole risuonano nella mia mente
e non si dimenticano.

non si dimenticano.
 
 
on air: Damian Marley - Road to Zion
by berhane80 | commenti (1) | commenti (1)(popup)
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lunedì, 27 agosto 2007,16:37

SAUDADE

Ecco come va via

questa strana tristezza

che mi accompagna.

Scrivo di te

con musica che mi strina

l'anima.

Che cosa linda

che cosa loca.

Poi incontro una illogica

saudade

di cose mai vissute.

E' un tuo abbraccio

che non credo di aver ricevuto

è una danza

che non capisco.

E' una musica in tre quarti

e un gioco di ottave

che mi accompagna a te.

Mi avvicino al suonatore

come forse non farò

mai più.

Lui mi prende la mano,

presuntuoso,

e mi dice in un orecchio:

"non ci pensare".

Ribatto:

"questo pezzo l'ho gia sentito,

forse in una vita non mia,

come se avessi altrui memoria

in me".

Lui continua:

"E' perche sei discendente

da chi ti insegna

la vita

come una lezione di tango,

come se servisse

a lenire le ferite".

E allora da una vita non mia

imparo a conoscerti.

Sei la mia primavera

perpetua

sei un sogno che non si ripete

o un giorno

che deve ancora arrivare.

Poi risiedo in merovingia

memoria

e ti vengo a leggere

i segreti del mondo.

E non ti spaventare se

mi illumino di te

e del per sempre.

Sarà tutto un sogno?

E allora sogno di svegliare 

il mio corpo

che mi è assegnato per caso

e in cui

risiedo di rado.

Eccoti

ti sorrido,

vorrei regalarti un bel fiore

ma che senso avrebbe?

sarebbe come regalare

una candelina al sole

o uno specchietto 

alla luna. 

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lunedì, 01 gennaio 2007,23:10
Nell'ora della notte in cui
l'addetto
passa a raccogliere le stelle
e le ripone
una ad una
nel loro contenitore,
completa il lavoro
passando il rullo colorato
di azzurro intenso.
Nell'ora del giorno in cui
ogni stella è nascosta
e la gente comincia a svegliarsi
annientando i propri sogni,
il cielo si accende
per occhi incapaci di notarlo.
Il cielo conserva i loro sogni
ed io accendo i miei.
rubo due stelle al cielo
senza farmi scoprire
e le tengo strette al mio petto
perche mi ricordano te.
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