SAUDADE
Ecco come va via
questa strana tristezza
che mi accompagna.
Scrivo di te
con musica che mi strina
l'anima.
Che cosa linda
che cosa loca.
Poi incontro una illogica
saudade
di cose mai vissute.
E' un tuo abbraccio
che non credo di aver ricevuto
è una danza
che non capisco.
E' una musica in tre quarti
e un gioco di ottave
che mi accompagna a te.
Mi avvicino al suonatore
come forse non farò
mai più.
Lui mi prende la mano,
presuntuoso,
e mi dice in un orecchio:
"non ci pensare".
Ribatto:
"questo pezzo l'ho gia sentito,
forse in una vita non mia,
come se avessi altrui memoria
in me".
Lui continua:
"E' perche sei discendente
da chi ti insegna
la vita
come una lezione di tango,
come se servisse
a lenire le ferite".
E allora da una vita non mia
imparo a conoscerti.
Sei la mia primavera
perpetua
sei un sogno che non si ripete
o un giorno
che deve ancora arrivare.
Poi risiedo in merovingia
memoria
e ti vengo a leggere
i segreti del mondo.
E non ti spaventare se
mi illumino di te
e del per sempre.
Sarà tutto un sogno?
E allora sogno di svegliare
il mio corpo
che mi è assegnato per caso
e in cui
risiedo di rado.
Eccoti
ti sorrido,
vorrei regalarti un bel fiore
ma che senso avrebbe?
sarebbe come regalare
una candelina al sole
o uno specchietto
alla luna.



